DIRETTA: il gran finale di Rosetta


Tutto è pronto per il gran finale di Rosetta. Tra le 12:20 e le 13:00 ora italiana del 30 Settembre, la sonda europea Rosetta si adagerà sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. In seguito al contatto con il suolo, tutte le comunicazioni con la sonda termineranno per sempre: la straordinaria e forse irripetibile avventura di Rosetta sarà conclusa.

L'ultima sequenza scientifica di Rosetta


Nonostante manchino meno di due giorni alla fine della sua missione, la sonda europea Rosetta è più attiva che mai in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Oggi, l'Agenzia Spaziale Europa ha diffuso i dettagli sulla sua ultima sequenza scientifica - quella relativa alla sua discesa finale verso il nucleo.
Uno degli strumenti scientifici più attivi sarà la fotocamera OSIRIS, che userà entrambi i suoi occhi robotici per fotografare il nucleo da distanze molto ridotte. L'ultima campagna osservativa di OSIRIS inizierà subito dopo la manovra finale di Rosetta, ovvero circa 19 km al di sopra del lobo maggiore. Calandosi verso il polo opposto, OSIRIS tenterà di fotografare le pareti degli abissi che costellano la regione Ma'at. Le pareti, infatti, sembrerebbero essere formate da strutture larghe qualche metro che potrebbero essere i resti dei cometesimi - gli oggetti che, fondendosi in un unico corpo, formarono la cometa.
In modo da ottenere il maggior numero possibile di immagini, le foto di OSIRIS saranno notevolmente compresse, fino a 20 volte più del normale. Inoltre, la loro risoluzione sarà abbassata da 2048 x 2048 pixel fino a 480 x 480 e 1000 x 1000 pixel. Durante la fase di discesa, OSIRIS trasmetterà 147 MB di dati, pari al 75% del totale.
Avvicinandosi al nucleo, la qualità delle immagini potrebbe diminuire. La fotocamera a campo ristretto (NAC), ad esempio, non è stata progettata per mettere a fuoco la superficie a meno di un chilometro di quota, mentre la fotocamera grandangolare WAC perderà la messa a fuoco a 200-300 metri di altitudine. Alcune delle immagini scattate durante la discesa di Rosetta saranno rese pubbliche quasi in tempo reale.
Lo strumento ROSINA misurerà la densità e la composizione della chioma atmosferica, permettendo agli scienziati di studiare lo strato di Knudsen, ovvero la regione di interfaccia in cui avviene la sublimazione dei ghiacci del nucleo. MIRO aggiungerà preziosi dettagli al quadro di ROSINA attraverso la misurazione della temperatura superficiale.
Il rilevatore GIADA misurerà la densità delle polveri e l'accelerazione dei granelli espulsi dal nucleo. I sensori dello strumento RPC, invece, sonderanno l'ambiente di plasma e le particelle più piccole che avvolgono il nucleo, consentendo agli scienziati di mappare l'interazione tra il vento solare e la superficie della cometa.
Lo strumento Alice effettuerà misurazioni spettrali nell'ultravioletto della superficie. L'esperimento RSI, infine, monitorerà l'intensità del campo gravitazionale in prossimità della superficie.
Altre informazioni verranno trasmesse dalla fotocamera di navigazione. Poco dopo l'ultima manovra, la NAVCAM scatterà cinque immagini, che permetteranno agli ingegneri di ridurre l'incertezza nella finestra di atterraggio da ± 20 a ± 2 minuti.
Gli ingegneri prevedono che gli ultimi dati raccolti da Rosetta saranno trasmessi tra 20 e 5 metri di altitudine, ovvero attimi prima dell'impatto. In totale, la sequenza scientifica prevede la trasmissione di circa 195 MB di dati scientifici. Gli strumenti MIDAS, COSIMA e VIRTIS non verranno utilizzati durante le ultime ore della missione.

Clicca qui per maggior informazioni sul finale di missione di Rosetta. Domani, inoltre, inizierà sul nostro sito la diretta in cui sarà possibile seguire gli aggiornamenti in tempo reale.

Cassini si prepara a uno dei suoi ultimi sorvoli di Titano


Fra poche ore, la sonda americana Cassini eseguirà uno dei suoi ultimi sorvoli di Titano. Alle 13 ora italiana di oggi, Cassini passerà a 1737 chilometri dalla superficie della luna di Saturno.
Durante il sorvolo, Cassini osserverà l'occultazione di Arturo da parte di Titano. Osservando come la luce di Arturo - la quinta stella più luminosa nei cieli terrestri - viene filtrata attraverso l'atmosfera della luna, lo spettrometro VIMS mapperà la struttura e la composizione dei vari strati gassosi che avvolgono Titano.
In seguito alle analisi atmosferiche, VIMS produrrà anche un mosaico della regione Hotei Arcus e un'immagine ad alta risoluzione della regione Xanadu.
Un altro occhio robotico a bordo di Cassini, lo spettrometro CIRS, collaborerà allo studio dell'atmosfera di Titano, misurando la temperatura dei gas al di sopra della regione tropicale dell'emisfero settentrionale, ancora immerso nella stagione primaverile.
Il piano di volo di Cassini prevede altri tre flyby di Titano dopo quello di oggi.

Le placche tettoniche di Mercurio sono ancora attive


Eppur si muove. Una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda americana MESSENGER ha rivelato che Mercurio, il più piccolo pianeta nel sistema solare, è l'unico mondo, esclusa la Terra, a presentare delle placche tettoniche ancora in movimento.

Hubble spia possibili geyser di acqua su Europa


Il telescopio spaziale Hubble ha osservato dei possibili geyser di vapore acqueo staccarsi dalla superficie ghiacciata di Europa, una luna di Giove. Le osservazioni sono di grande importanza scientifica, in quanto i possibili pennacchi osservati da Hubble potrebbero essere direttamente collegati al vasto oceano di acqua liquida che si nasconde al di sotto della crosta ghiacciata che avvolge la luna.

Cassini abbandona la navigazione a vista


Pochi giorni fa, la sonda americana Cassini ha scattato la sua ultima immagine di navigazione, od OpNav. Fin dal suo decollo alla volta di Saturno, nel 1997, la sonda ha periodicamente scattato delle immagini a bassa qualità di vari oggetti celesti - stelle, lune e pianeti - per confrontare la loro posizione nelle immagini rispetto alla posizione prevista dal software. Tramite questo confronto, il sistema di navigazione di Cassini ha potuto determinare con grande precisione la posizione e l'assetto della sonda.
Il 20 Settembre, Cassini ha smesso di utilizzare questa tecnica di navigazione "a vista". Da qui alla fine della missione, la sonda navigherà usando solamente l'effetto Doppler - il fenomeno per cui i segnali radio che Cassini invia alla Terra vengono leggermente spostati di frequenza in base a variazioni nel moto della sonda.
Nei suoi due decenni di attività, la modalità di navigazione tramite OpNav si è rivelata estremamente precisa. Nell'arco della sua missione, Cassini ha scattato 2817 OpNav, che le hanno permesso di tuffarsi in uno dei geyser di Encelado, sfrecciando a tutta velocità a soli 25 chilometri dalla superficie aliena della luna di Saturno.

Estate sulla cometa: i fuochi d'artificio osservati da Rosetta


Il 13 Agosto 2015, la sonda europea Rosetta - che fra una settimana terminerà la sua pionieristica missione - ha accompagnato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko attraverso il suo perielio, il punto di massima vicinanza al Sole lungo l'orbita del nucleo. Ora, nuove analisi delle immagini scattate da Rosetta hanno consentito agli scienziati di far luce sulla natura e sull'origine delle attività cometarie in prossimità del perielio.

Hubble individua un mondo alieno in un sistema binario


Non c'è due senza tre. Spiando un lontano puntino di luce, il potente occhio robotico del telescopio spaziale Hubble è riuscito a individuare la presenza di due stelle e di un terzo oggetto di natura planetaria. Il sistema, noto come OGLE-2007-BLG-349 e situato a 8000 anni luce dalla Terra in direzione del centro della Via Lattea, era stato scoperto nel 2007, quando una collaborazione tra varie campagne osservative aveva portato all'individuazione di un pianeta, una stella, e un terzo oggetto non-identificato.
"Le osservazioni suggerivano due possibili scenari: un pianeta simile in termini di massa a Saturno in orbita attorno a una coppia stellare molto stretta, oppure due pianeti, uno simile a Saturno e uno simile alla Terra, in orbita attorno a una sola stella," spiega David Bennett della NASA.
Usando la tecnica delle microlenti gravitazionali - un fenomeno per cui la gravità di una stella in transito di fronte a un oggetto più lontano ne devia e amplifica il segnale luminoso - Hubble ha permesso agli astronomi di ricostruire la struttura di questo insolito sistema. Le osservazioni di Hubble rivelano che l'oggetto in primo piano - il sistema OGLE-2007-BLG-349 - è troppo poco luminoso per poter essere una singola stella. Tuttavia, la sua luminosità è in linea con quella emessa da un'eventuale coppia di nane rosse, meno luminose e meno massicce del nostro Sole.
"Il modello con due stelle e un pianeta è l'unico in grado di spiegare i dati di Hubble," prosegue Bennett.
I calcoli degli scienziati indicano che il pianeta si trova a circa 480 milioni di chilometri dal baricentro del sistema e completa una rivoluzione ogni sette anni. Le due stelle si trovano ad appena 11 milioni di chilometri l'una dall'altra - 14 volte il diametro dell'orbita della Luna attorno alla Terra.
Le osservazioni di Hubble segnano la prima scoperta di un pianeta in un sistema stellare binario con il metodo delle microlenti gravitazionali. 
"Le nostre analisi sono state facilitate dal quasi perfetto allineamento tra il sistema binario in primo piano e la stella sullo fondo, il che ha notevolmente amplificato la sua luce e ci ha permesso di vedere il segnale di due stelle distinte," prosegue Bennett.
Ad oggi, il telescopio spaziale Kepler ha scoperto una decina di pianeti in sistemi binari ravvicinati.

Scoperti 5 nuovi asteroidi troiani di Nettuno


Un gruppo di astronomi è riuscito a individuare cinque nuovi asteroidi troiani di Nettuno - corpi minori che orbitano intorno al Sole lungo la stessa orbita del gigante ghiacciato, mantenendosi a una distanza di sicurezza controllata dal campo gravitazionale del pianeta.
La scoperta porta la firma della campagna osservativa Pan-STARRS 1, condotta tra Maggio 2010 e Maggio 2014.
"La campagna PS1 ha un campo di ricerca molto ampio e abbastanza profondo da coprire una vasta parte della nube di troiani di Nettuno," spiega Hsing-Wen Lin della National Central University in Taiwan. "Attualmente, PS1 è l'unico programma in grado di rilevare molteplici troiani di Nettuno in una sola campagna."
Nelle immagini di PS1, gli astronomi hanno individuato quattro oggetti nel punto lagrangiano L4 di Nettuno, ovvero che precedono il pianeta di 60 gradi, e uno nel punto L5, ovvero 60 gradi alle spalle del pianeta. I cinque oggetti hanno diametri compresi tra 100 e 200 chilometri.
L'oggetto nel punto L5 risulta molto più instabile degli altri quattro, il che suggerisce che si tratti di un corpo catturato di recente e la cui permanenza nei dintorni di Nettuno potrebbe essere momentanea.
"Le nostre simulazioni orbitali mostrano che il troiano in L5 libra stabilmente solo per alcuni milioni di anni," si legge nello studio. "Ciò suggerisce che il troiano in L5 sia di recente cattura. I quattro nuovi troiani in L4, al contrario, occupano stabilmente la risonanza 1:1 con Nettuno da più di un miliardo di anni. È probabile, dunque, che siano di origine primordiale."
La campagna osservativa ha portato all'identificazione di altri due troiani già conosciuti, entrambi situati in orbita attorno al punto L4.
Studiando la popolazione di troiani di Nettuno, gli astronomi hanno notato la totale assenza di corpi con inclinazioni comprese tra 10 e 18 gradi rispetto all'eclittica. Ciò ha portato gli scienziati a pensare che esistano due diverse popolazioni di troiani nettuniani: una di oggetti "freddi" (ovvero con inclinazioni orbitali inferiori ai 10 gradi) e una di oggetti "caldi" (ovvero con inclinazioni orbitali di oltre 18 gradi).
"Abbiamo notato la presenza di una zona dinamicamente instabile tra 10 e 18 gradi di inclinazione, ma il vero motivo dell'esistenza di due gruppi di troiani è ancora un mistero," prosegue Lin.
Il prossimo passo, ora, sarà raccogliere informazioni sul colore di questi oggetti, in modo da verificare se l'esistenza di due differenti popolazioni di troiani di Nettuno è un semplice caso oppure se riflette diversi scenari di formazione.

Cassini spia una nube impossibile nei cieli di Titano


Un nuovo mistero avvolge la superficie di Titano. La sonda americana Cassini ha osservato una nube di dicianoacetilene - un composto di carbonio e azoto - nella stratosfera della luna di Saturno, nonostante i dati indichino chiaramente che l'atmosfera non possieda abbastanza vapore da poter formare una nuvola così vasta.