Akatsuki, un anno fa l'insperato inserimento nell'orbita venusiana


Oggi, la sonda giapponese Akatsuki festeggia il primo anniversario del suo storico e insperato inserimento in orbita attorno a Venere. La sonda sta continuando ad operare come previsto e rimarrà nella sua orbita attuale almeno fino alla fine del 2018. Per festeggiare questo importante traguardo, l'agenzia spaziale giapponese, la JAXA, ha rilasciato una sequenza di otto immagini realizzate il 25 Giugno dalla fotocamera IR2, centrata a 2,02 micrometri di lunghezza d'onda, che ritraggono l'emisfero illuminato del pianeta.
La sonda ha toccato l'ultimo pericentro della sua orbita alle 16:17 ora italiana del 1° Dicembre e alle 2:16 di stamattina ha superato l'apocentro della sua traiettoria orbitale. Il prossimo pericentro è previsto per le 13:15 del 12 Dicembre.
"Akatsuki festeggia oggi il suo primo anno terrestre di osservazioni," commenta Masato Nakamura, a capo della missione. "Dopo il lancio, la sonda ha completato due correzioni della traiettoria. Non saranno necessarie altre correzioni almeno fino all'inverno del 2018. Ogni giorno, osserviamo Venere con cinque diverse fotocamere e un esperimento radio usando trasmettitori ad alta stabilità. Scienziati da tutto il mondo si sono congratulati con noi per i fantastici traguardi raggiunti da Akatsuki. Continueremo ad acquisire dati finché sarà possibile, e cercheremo in particolare di risolvere il mistero della rotazione venusiana."

Un lago a nord del Bacino Hellas per centinaia di milioni di anni?


Due sonde in orbita attorno a Marte hanno raccolto nuovi indizi a favore della teoria che, in un lontano passato, il Pianeta Rosso abbia ospitato vasti bacini di acqua per lunghi periodi, piuttosto che a intervalli brevi ed episodici. La scoperta potrebbe avere importanti conseguenze sullo studio della passata abitabilità del nostro vicino planetario.
Le protagoniste di questa nuova scoperta sono le pianure relativamente prive di crateri che si estendono appena a nord del Bacino Hellas, una struttura da impatto larga 2300 chilometri e formatasi circa 4 miliardi di anni fa.

Le prime foto della luna marziana Phobos vista da ExoMars


La sonda europea Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha trasmesso le sue prime immagini a colori della luna marziana Phobos.

Cassini esegue il primo passaggio attraverso l'anello F di Saturno


La sonda americana Cassini ha eseguito il suo primo passaggio attraverso il piano orbitale degli anelli di Saturno nella penultima fase della sua missione, inaugurata il 29 Novembre. Alle 14:09 ora italiana di ieri, Cassini è passata circa 91 mila chilometri al di sopra delle propaggini esterne dell'atmosfera saturniana, attraversando un rarefatto anello di polveri prodotto dalle lune Giano ed Epimeteo. Al momento del sorvolo, la sonda si trovava a soli 11 mila chilometri dal centro dell'anello F, che segna il confine esterno dei principali anelli di Saturno.

Dawn si stabilisce nella sua sesta orbita intorno a Cerere


Oggi, la sonda americana Dawn spegnerà il suo sistema di propulsione a ioni, completando la scalata verso la sua sesta orbita intorno al pianeta nano Cerere. Pochi giorni fa, la sonda si trovava a oltre 6600 chilometri dalla superficie aliena di Cerere e aveva un periodo orbitale di cinque giorni e mezzo. Nella sua nuova orbita, catalogata XMO3, Dawn si troverà a una distanza sufficiente da consentire al suo strumento GRaND di isolare i raggi gamma e i neutroni provenienti dallo spazio profondo e rimuoverli dai dati raccolti nelle orbite precedenti, in modo da far emergere il segnale delle radiazioni provenienti dalla superficie di Cerere.

Persa una capsula Progress diretta verso la Stazione Spaziale


Una capsula robotica Progress diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale è andata distrutta nell'atmosfera terrestre, in seguito a un'anomalia avvenuta durante le ultime fasi della sua ascesa. Secondo le prime indiscrezioni, il centro di controllo di Mosca avrebbe perso i contatti con la capsula - priva di equipaggio - durante le operazioni del terzo stadio del razzo Soyuz. A bordo del veicolo vi erano quasi due tonnellate e mezza di rifornimenti destinati ai sei astronauti della Stazione.
Il lancio della Progress MS-04 è avvenuto alle 15:51:52 ora italiana di oggi, poco prima delle nove di sera ora locale al cosmodromo kazako di Baikonur. Le prime fasi della sequenza di lancio sono avvenute in perfetta coordinazione; poi, però, circa 6 minuti e 22 secondi dopo il lancio, le comunicazioni tra la Progress e il centro di controllo si sono bruscamente interrotte. Al momento dell'anomalia, la capsula e il razzo si trovavano 190 chilometri al di sopra della repubblica di Tuva, nella Siberia centro-meridionale. Il rilascio della Progress dal razzo era previsto per oltre due minuti più tardi. Fino a quel momento, il lancio è apparso essere del tutto normale.
Le prime indiscrezioni indicano che il lancio potrebbe essere stato vittima di una separazione prematura tra la Progress e il Soyuz.
"In pratica, pare che la separazione del terzo stadio sia avvenuta un paio di minuti prima del previsto, e da allora non abbiamo più avuto comunicazioni con la Progress," ha spiegato Jessica Meir della NASA a Shane Kimbrough, l'attuale comandante della Stazione Spaziale.
Il lancio di oggi segna il quarto fallimento di una missione di rifornimento della ISS negli ultimi 25 mesi. A inaugurare la scia negativa era stata la capsula Cygnus dell'Orbital ATK, andata distrutta in una spettacolare esplosione pochi secondi dopo il lancio; qualche mese più tardi, un'altra capsula Progress era andata fuori controllo poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre; solo qualche settimana più tardi, un razzo Falcon 9 della SpaceX esplose a metà volo, distruggendo il veicolo Dragon. Tra il 1998 e il 2014, una sola missione era andata perduta.
La Progress persa oggi comprendeva 710 chilogrammi di carburante destinati ai serbatoi del modulo Zvezda, 420 chilogrammi di acqua fresca, 52 chilogrammi di ossigeno, 315 chilogrammi di cibo, 115 chilogrammi di equipaggiamento medico, una nuova tuta spaziale e un gran numero di esperimenti scientifici.
La prossima missione di rifornimento è prevista per il 9 Dicembre, con il lancio del veicolo giapponese HTV.

Prime tracce sperimentali di un effetto quantistico previsto nel 1930


L'occhio robotico del telescopio VLT potrebbe aver appena documentato il primo caso di un particolare effetto quantistico previsto oltre 80 anni dai fisici tedeschi Werner Heisenberg e Hans Heinrich Euler.
Protagonista della scoperta è la stella di neutroni RX J1856.5-3754, il densissimo nucleo di una massiccia stella esplosa in forma di supernova. Nonostante l'oggetto sia una delle stelle di neutroni più vicine alla Terra, la sua luminosità è talmente ridotta che gli scienziati hanno dovuto limitare le loro analisi fotometriche alla regione visibile dello spettro elettromagnetico.

Osservare l'ombra di un pianeta abitabile dalla superficie terrestre


Il primo sistema planetario multiplo scoperto dalla missione K2 del telescopio spaziale Kepler è ora stato osservato anche dalla Terra. Gli astronomi dell'Okayama Astrophysical Observatory sono riusciti a rilevare con un telescopio da 188 centimetri il transito di uno dei tre pianeti all'interno del sistema: K2-3d, una super-Terra situata nella fascia abitabile del proprio sistema, a 150 anni luce dal Sole.
K2-3d è un mondo 1,5 volte più grande del nostro in un'orbita da 45 giorni attorno a una stella grande quanto la metà del nostro Sole. Visto che la missione K2 opera in ogni campo di cielo per meno di cento giorni, Kepler ha potuto osservare solamente due transiti del pianeta di fronte al disco della propria stella.
La natura planetaria dell'oggetto è stata confermata quando il telescopio spaziale Spitzer ha osservato altri due transiti; ora, i dati raccolti dagli astronomi di Okayama hanno portato alla determinazione del periodo orbitale del pianeta con un'incertezza di appena 18 secondi. Le nuove stime sul periodo del pianeta - pari a 44.55612 ± 0.00021 giorni - hanno consentito ai ricercatori di correggere le possibili finestre di osservazione da parte del telescopio spaziale James Webb nel 2019 di circa 80 minuti.
Ciascun transito di K2-3d consiste in un calo nella luminosità della stella di appena 0,7 millimagnitudini, ovvero un cambiamento dello 0,07 percento. Questo valore è inferiore all'incertezza fotometrica che caratterizza ciascuno dei tre filtri di Okayama (1,2, 0,9 e 1,2 millimagnitudini per le bande g, r e z, rispettivamente). In altre parole, il segnale del transito sarebbe rimasto nascosto nel rumore strumentale del telescopio, se non fosse stato per un'innovativa tecnica di estrapolazione operata dagli scienziati a partire dai dati raccolti da Kepler e Spitzer.
Oltre a fornire nuovi dettagli su questo interessante mondo alieno, il nuovo studio conferma che i telescopi terrestri di medie dimensioni potranno in futuro giocare un ruolo di primo piano nella ricerca di ambienti potenzialmente abitabili oltre i confini del nostro sistema solare.

TGO, prime foto e analisi spettrali dall'orbita marziana


Tra il 20 e il 28 Novembre, la sonda europea Trace Gas Orbiter (TGO) della missione ExoMars ha scattato le sue prime immagini ravvicinate della superficie marziana. La sonda si trova attualmente in un'orbita preliminare che la porta tra 230-310 e 98 mila chilometri dal Pianeta Rosso ogni 4,2 giorni. La sonda inaugurerà la sua campagna scientifica fra circa un anno, quando si sarà calata in un'orbita circolare a 400 chilometri di quota.

Dawn prosegue la propria scalata orbitale intorno a Cerere


La sonda americana Dawn sta continuando ad allontanarsi dalla superficie di Cerere. Il 16 Ottobre, gli ingegneri della NASA hanno parcheggiato Dawn a 1480 chilometri dal pianeta nano, in un'orbita catalogata come XMO2; dopo aver condotto una quinta campagna di osservazione, il 4 Novembre la sonda ha riacceso il proprio sistema di propulsione a ioni. La quota attuale è di oltre 3790 chilometri; Dawn continuerà a manovrare per un'altra settimana e mezza, prima di stabilirsi in una nuova orbita.